Flanerie ha aperto i battenti nel marzo del 2017.
Nasce per conciliare la mia fascinazione per l’usato con una naturale propensione, appunto, alla flânerie.
Da una parte, sono sempre stato appassionato di mercatini dell’usato. La dimensione economica dell’usato mi ha sempre incuriosito: perché un oggetto che è già stato utilizzato e “consumato” conserva ancora un valore residuo, al punto da avere ancora un mercato?
Su quali basi venditori e acquirenti riescono ad attribuirgli un prezzo?
D’altra parte ho sempre avuto un’attitudine che si potrebbe definire da flâneur, una figura della vita moderna delineata, tra i primi, da Edgar Allan Poe nel racconto "L’uomo della folla", e poi elaborata da Charles Baudelaire, Walter Benjamin e altri.
In italiano è solo parzialmente traducibile con “vagabondo” o “perdigiorno”: in realtà il flâneur è colui che si aggira per la città moderna con lentezza, apparentemente senza una meta, ma nel farlo riesce ad apprezzare tutta la bellezza che lo circonda, che gli altri, dominati dalla frenesia della vita metropolitana, non riescono a vedere.
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